Tra continuità e nuove opzioni
Il dibattito sull’iniziativa e sul controprogetto “Stop al blackout” solleva una questione fondamentale: come si può rendere la Strategia energetica 2050 sicura, accessibile e rispettosa del clima nel lungo periodo?
Mentre l’iniziativa punta sempre più sulla costruzione di nuove centrali nucleari, l’evoluzione degli ultimi anni dimostra che la Strategia energetica 2050 ha già compiuto importanti progressi. Lo sviluppo delle energie rinnovabili procede a ritmo sostenuto e costituisce sempre più un pilastro fondamentale del futuro approvvigionamento energetico.
La transizione energetica non è un progetto a breve termine, bensì un processo a lungo termine. È fondamentale proseguire con coerenza lungo la strada intrapresa e consolidare i progressi già compiuti. La prospettiva di nuove centrali nucleari non deve portare a ritardare strategie collaudate o a mettere in discussione i progressi già raggiunti.
Allo stesso tempo, il dibattito sulle nuove centrali nucleari rimane complesso. Le questioni relative alla redditività, ai tempi di realizzazione molto lunghi e allo smaltimento delle scorie radioattive restano irrisolte. Come soluzione transitoria, il funzionamento a lungo termine delle centrali di Gösgen e Leibstadt gode del sostegno della maggioranza. Per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento a lungo termine, un sistema energetico flessibile, decentralizzato e basato sulle energie rinnovabili è decisamente più solido e più adatto rispetto alle grandi centrali rigide.
L'affermazione secondo cui la legge attuale ostacoli l'innovazione e comporti un divieto tecnologico è semplicemente falsa. La ricerca è sempre stata possibile e continua a esserlo: la prova migliore è il reattore sperimentale a sali fusi in progetto presso l'Istituto Paul Scherrer. A tal fine non è necessaria alcuna modifica legislativa.
Questi cosiddetti progetti di quarta generazione si trovano tuttavia ancora in fase di sviluppo e sono ben lontani da un’applicazione commerciale. Chi oggi costruisce una centrale nucleare non sta realizzando una tecnologia del futuro, bensì un sistema di terza generazione. Una mozione presentata in Parlamento, volta a limitare l’autorizzazione esclusivamente alla generazione più recente, non ha ottenuto la maggioranza.
La vera sfida non risiede tanto nella produzione di grandi quantità di energia costante, quanto piuttosto nel coordinamento intelligente tra produzione, accumulo e consumo. Oggi, un sistema di approvvigionamento elettrico moderno significa reti intelligenti, sistemi di accumulo decentralizzati e soluzioni digitali in grado di bilanciare domanda e offerta in tempo reale.
L’energia idroelettrica rimane un elemento centrale dell’approvvigionamento energetico svizzero. Progetti come quello del Grimsel dimostrano che è possibile trovare soluzioni sostenibili quando le associazioni ambientaliste, l’economia e la politica cercano insieme delle vie d’uscita. Esempi di questo tipo evidenziano che il progresso spesso si realizza laddove gli interessi non vengono messi in contrapposizione, ma piuttosto integrati tra loro.
Anche altre tecnologie meritano maggiore attenzione. La geotermia, ad esempio, viene già utilizzata con successo nei paesi confinanti e potrebbe dare un contributo importante in futuro.
Per un futuro energetico sicuro non servono solo nuove capacità produttive, ma anche un piano chiaro: maggiore efficienza energetica, potenziamento delle energie rinnovabili, soluzioni di accumulo intelligenti e una stretta collaborazione con l’Europa.
Il dibattito sulla Strategia energetica 2050 dovrebbe essere caratterizzato meno dall’incertezza e più dalla volontà di plasmare il futuro. La Svizzera dispone delle conoscenze, delle tecnologie e dei presupposti necessari per costruire un approvvigionamento energetico sicuro e rispettoso del clima.
Matthias Samuel Jauslin
è membro del Consiglio nazionale dal 2015, della commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni (CTT) e della Commissione della gestione (CdG). È direttore e azionista di maggioranza di un’azienda attiva negli ambiti degli impianti elettrici, della telematica e dell’automazione.